LA SANIFICAZIONE DELLE AMBULANZE


Ambulanze che rischiano di trasformarsi in un ricettacolo di superbatteri resistenti agli antibiotici

anche a causa di regolamenti d’ igiene diversi per singole organizzazioni, ospedali, o associazioni.

Un’ indagine condotta in Inghilterra dal sindacato dei lavoratori dei servizi pubblici ha denunciato che per i sudditi di Sua Maestà è solo questione di fortuna imbattersi in un’ ambulanza pulita: possono stare tranquilli se sono soccorsi dal London Ambulance Service, perché dispone di personale specializzato che disinfetta a fondo ogni veicolo durante la notte e sostituisce i materiali di consumo, mentre gli infermieri di altre ambulanze inglesi hanno dichiarato di non avere tempo per pulire il proprio veicolo, facendo notare, inoltre, come il loro compito «è quello di salvare vite e non quello fare pulizie».Vano ambulanza

Ma in Italia, qual è la situazione? Anche nel nostro Paese vi è ben poco di certo. Sepolta negli archivi, qualche norma nazionale esiste: «Si tratta di una circolare del Ministero della Sanità datata 1966 – dice Stefano Valentini, dell’ Ares 118 (Azienda regionale emergenza sanitaria) del Lazio – a cui nel tempo si sono aggiunte altre norme emanate in casi di emergenze sanitarie, come la Sars».

Con queste convivono regolamenti delle singole aziende sanitarie, norme regionali, consuetudini. Al Policlinico Umberto I di Roma, ad esempio, un’ istruzione operativa, emanata a febbraio dello scorso anno, contiene una dettagliata descrizione delle modalità e della tempistica di detersione, disinfezione e decontaminazione del vano sanitario dell’ ambulanza; elenca i prodotti da usare e le precauzioni che gli infermieri, a cui competono queste mansioni, devono adottare.

«Nel nostro caso, – conambulanza-1tinua Valentini – il personale e i mezzi fanno capo direttamente all’Ares ed il regolamento, valido per tutte le ambulanze che effettuano servizio di emergenza sanitaria nella regione, prevede che l’equipe di macchina svolga la pulizia ordinaria alla fine di ogni turno lavorativo, mentre è d’ obbligo svolgere quella straordinaria, rientrando in sede, nel caso di contaminazione con materiale organico.

La disinfezione, invece, viene effettuata ordinariamente ogni due settimane ed è schedata nel registro del mezzo di soccorso. Nei casi di rischio infettivo, un protocollo d’ intesa siglato con l’ Istituto Spallanzani, centro di riferimento nazionale per le malattie infettive, prevede che il mezzo di soccorso venga sottoposto lì a procedure di disinfezione particolari».

Ancora diverso il caso di Milano, dove, spiega Giovanni Sesana, responsabile del 118: «Le procedure di pulizia e disinfezione delle ambulanze sono di competenza della direzione sanitaria delle singole aziende o associazioni convenzionate cui il mezzo appartiene. Nelle convenzioni che queste stipulano non c’ è cenno alle modalità di pulizia, ma esistono standard cui conformarsi e periodiche verifiche. In realtà, sebbene il personale risponda a regolamenti differenti, le procedure e i disinfettanti usati non sono tanto diversi».

C’ è, infine, chi ha deciso di «esternalizzare»: all’ Ospedale Cardarelli di Napoli, come spiega Salvatore Cannata, responsabile amministrativo dell’ Autoparco: «Pulizia e disinfezione delle ambulanze sono svolte da un’ azienda esterna almeno una volta a settimana, poiché non c’ è all’interno dell’ Azienda sanitaria personale che abbia queste mansioni».

Fin qui l’articolo riportato da http://www.sanitariaservizi.it/la-sanificazione-delle-ambulanze/ edito nel 2012.

I protocolli che prevedono l’utilizzo di modalità’ e materiali diversi a seconda della pulizia o decontaminazione da eseguire. Alcuni prevedono anche il ricorso ad ozono in concentrazione massiccia (nel veicolo senza operatori presenti) che oltre a non rovinare i materiali (non e’ aggressivo) pulisce a fondo tutte le superfici toccate dall’aria.cri-01

Esiste anche l’installazione fatta recentemente (2016) con l’utilizzo di dispositivi che utilizzano la fotocatalisi ionizzante con l’aggiunta di piccole concentrazioni di ozono. Questo disposito che si puo’ utilizzare anche con personale a bordo non sostituisce i protocolli di sanificazione previsti, ma li integra durante il servizio del mezzo senza dover aspettare il rientro alla base. Rende il veicolo piu’ sicuro sia per i pazienti che vengono via via assistiti che per il personale del mezzo.

Se volete maggiori dettagli mandateci una mail e vi risponderemo.

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